La funzione della macchina è duplice: può essere usata per goffrare il materiale in ingresso, da bobina, fornendo allo stesso il disegno desiderato e a libera scelta del cliente, e con successiva bobinatura, oppure per svolgere e ribobinare il materiale, escludendo il goffratore. Inoltre un sistema di taglio longitudinale a più coltelli può essere inserito/disinserito per dividere il film in più strisce, per poi essere ribobinate separatamente.

La funzione prevista del GOFFRATORE SVOLGITORE-RIAVVOLGITORE è dunque quella di svolgere il materiale da bobina e goffrarlo o riavvolgerlo, dopo eventualmente averlo tagliato longitudinalmente.

La gamma di materiali lavorabili comprende fogli di carta, materiali plastici, alluminio dei seguenti tipi:

- CARTA (grammatura da 50 a 250 gr/m²)

• Velina
• Accoppiata (carta e cartone)
• Per shopper (borse di carta)
• Regalo
• Filigranata
• Da stampa offset
• Da involgere (per pasticcerie, lavanderie, ecc.)
• Siliconata

- MATERIALI PLASTICI (grammatura da 25 a 200 µ)

• Polietilene
• P.V.C.
• Polipropilene (metallizzato e non)
• Poliestere
• Celluloide

- ALLUMINIO (grammatura da 50 a 200 gr/m²)

La macchina esegue in maniera automatica le seguenti lavorazioni:

1. svolgimento del materiale da tagliare dalla bobina d’origine;
2. goffratura dello stesso o alternativamente riavvolgerlo dopo averlo eventualmente tagliato in senso longitudinale;
3. riavvolgimento della bobina lavorata.

La larghezza della bobina d’origine, che può essere lavorata, dipende dal modello della macchina, usualmente da un minimo di 1000 mm a un massimo di 1700 mm. Le prestazioni concernenti la velocità massima di funzionamento si assestano su 100 metri/min.

La macchina è stata progettata per un uso completamente automatico: impostato il diametro dell’anima della bobina da ribobinare, essa provvede automaticamente a svolgere la bobina del materiale, eseguire la goffratura e/o il taglio longitudinale e a ribobinare lo stesso.

Tutte le indicazioni di diagnostica dello stato della macchina, le regolazioni possibili eseguibili sulla stessa, ecc. vengono visualizzate sull’apposito pannello montato sul quadro elettrico.

La bobina è alloggiata attraverso il foro lungo il suo asse di diametro 75 mm, sull’albero porta bobine. Quest’ultimo è di tipo autocentrante a espansione pneumatica. L’albero porta bobina è posto sulle apposite forcelle di sostegno dello sbobinatore standard.

Il sollevamento dell’insieme bobina + albero, al fine di porre lo stesso sulle forcelle dello sbobinatore, deve essere eseguito utilizzando un opportuno mezzo di sollevamento (escluso dalla fornitura). A richiesta è disponibile comunque uno sbobinatore con sollevatore oleodinamico.

Il porta bobina è corredato da un freno a ceppo in legno a comando manuale che, agendo sull’albero, permette di regolare il tiro della bobina in svolgimento. A richiesta, è disponibile un sistema automatico per il controllo continuo del grado di frenatura realizzato con sistema a polveri magnetiche, per il quale sono necessari anche supporti speciali, predisposti per alloggiare un albero a espansione con gambi quadri.

Un apposito sistema chuck dotato di volantino, situato sul lato comandi dello sbobinatore, permette di effettuare la traslazione longitudinale dell’albero porta bobine al fine di poter centrare la bobina rispetto alla sezione di introduzione materiale della macchina.

La sezione di goffratura costituisce la parte centrale della macchina: essa gestisce l’alimentazione del materiale verso la coppia di cilindri goffratori (cilindro incisore e cilindro in cartalana) oppure, tramite un opportuno cilindro di traino, direttamente verso il riavvolgitore, saltando dunque il goffratore. E’ principalmente composta di:

• una serie di cilindri “folli” di guida del foglio da lavorare;
• una coppia di cilindri, uno dei quali motorizzato e l’altro gommato, per permettere l’avanzamento del film di materiale nel caso si decida di escludere il goffratore;
• una coppia di cilindri, un cilindro di acciaio inciso per la realizzazione del disegno sul materiale e un cilindro in cartalana per evitare tagli sul materiale. Essi sono comandati dallo stesso motore dei cilindri al punto precedente;
• un sistema completamente automatizzato, composto da una seconda serie di rulli “folli” per guidare correttamente il materiale, e da un cilindro ballerino, per gestire e compensare il tiro del materiale. Tale ballerino interviene sulla velocità di rotazione dei cilindri goffratori, al fine di avere sempre il materiale ben stirato e teso.

Il materiale da lavorare, guidato dai rulli folli, viene svolto dalla bobina ed introdotto a seconda dell’uso che si fa della macchina tra i cilindri di goffratura o tra i due cilindri di traino.

Il cilindro incisore ha la possibilità di essere alzato o abbassato per rendere la goffratura più o meno marcata. Tale operazione si esegue manualmente, agendo su due volantini, uno per lato, dotati d’indicatore di posizione a lancette.

I motori principali della macchina, in C. A., sono dotati di un sistema di servo ventilazione e da encoder di retroazione. Essi sono comandati da inverter controllo elettronico di velocità. Questa può essere variata dal pannello di controllo della macchina, posto sul pulpito accanto ad essa, agendo sugli appositi pulsanti di regolazione al fine di impostare la velocità di funzionamento. La velocità di rotazione del motore è fornita dal pannello di controllo in termini di m/min.

Gli inverter di comando motori dispongono inoltre di circuiti di frenatura per rendere più rapido ed efficace l’arresto della macchina in caso di emergenza.

Il motore del goffratore aziona una trasmissione tramite cinghie dentate; dall’albero motore vengono motorizzati:

- il sistema di cilindri incisore e cartalana per la goffratura;
- la coppia di cilindri di traino, quando non si usa il goffratore.

Il motore del riavvolgitore aziona, con una trasmissione a cinghie dentate coadiuvate da un sistema di ingranaggi, l’albero riavvolgitore. La sua velocità relativa rispetto a quella del motore del goffratore determina il corretto tiro del materiale e quindi la perfetta ribobinatura del materiale.

Il motore del goffratore è inoltre comandato dal ballerino regolatore di tiro; dalla risposta fornita da quest’ultimo all’automazione, il cilindro viene fatto ruotare più o meno velocemente.

La sezione di ribobinatura realizza il ribobinamento del materiale (goffrato o no) con l’eventuale taglio longitudinale, eseguito al fine di creare in uscita alla macchina più bobine in parallelo, con larghezza diversa secondo le esigenze del cliente.

Essa è principalmente costituita da:

• una serie di cilindri che guidano correttamente il materiale;
• un cilindro ballerino per retroazionare il corretto tiro del materiale;
• un eventuale serie di coltelli circolari per praticare una serie di tagli longitudinali sul film di materiale;
• un sistema di ribobinatura.

Il sistema di ribobinatura si compone di un cilindro motorizzato e comandato in concerto con il motore del goffratore/traino. La velocità del motore riavvolgitore, oltre che da pannello operatore, è variata in funzione delle informazioni che il ballerino dà al sistema di automazione. Infatti, a seconda del tiro attuale del materiale, il ballerino fornisce un valore in tensione ad esso proporzionale, e questo viene sfruttato per aumentare o diminuire la velocità del riavvolgitore.

Il movimento del motore riavvolgitore, così come quello del motore goffratore/traino, può avvenire anche manualmente premendo il pulsante di jog manuale. Quest’ultima opportunità è utile in fase di messa in opera del film di materiale, per facilitare il passaggio dello stesso nel sistema di rulli.

Al fine di eliminare o comunque ridurre il più possibile i pericoli derivanti dall’uso della macchina sono state predisposte:

• protezioni a bordo macchina per impedire alle persone esposte di poter accidentalmente raggiungere parti pericolose;
• pulsanti per l’arresto in emergenza della macchina.

Le protezioni antinfortunistiche, di cui la macchina è dotata, sono riassumibili in tre tipi:

1.    Protezioni di tipo fisso (denominati carter): sono collocate a protezione di parti il cui accesso è necessario esclusivamente per le attività di manutenzione. Sono fissati con sistemi che richiedono l’utilizzo di utensili specifici per la loro rimozione.

2.    Protezioni di tipo mobile (denominati ripari): sono poste a protezione delle zone di frequente accesso. Sono realizzate in modo da poter essere facilmente apribili. Tali ripari sono generalmente costituiti da pannelli in policarbonato tipo “Lexan”, quando è richiesta la completa visibilità da parte dell’operatore sul processo di lavorazione in corso. Sono incernierati da un lato in modo da permetterne agevolmente la loro apertura. Una serie di contatti normalmente chiusi, interconnessi tra loro in serie in un circuito di sicurezza, verifica lo stato di chiusura di ogni riparo mobile. L’intervento di uno di questi determina l’apertura del circuito di sicurezza e quindi l’arresto di ogni parte in movimento automatico della macchina.

3.    Pulsanti di emergenza a fungo. L’intervento di tali pulsanti determina il blocco in emergenza della macchina.
Questi sono dislocati:

•   Sulle testate laterali del riparo anteriore (n°1)
•   Sul pannello di comando generale della macchina (n°1).
•   Sullo spigolo in alto della macchina, lato pannello di comando, zona avvolgitore.

L’arresto di emergenza è effettuato premendo uno dei pulsanti sopra menzionati. I pulsanti agiscono su di un circuito di sicurezza provocando la disattivazione di tutti i movimenti della macchina.